11 dicembre, sciopero generale dei comparti della conoscenza
L’intero sistema di istruzione, formazione e ricerca sono al centro di una gigantesca operazione di riduzione delle risorse e di tagli al personale. A rischio il diritto universale dei cittadini all’accesso all’istruzione e alla formazione
“Il Comitato Direttivo Nazionale della FLC CGIL – si legge nell’ordine del giorno approvato – ritiene inaccettabile che il governo, non preveda nella prossima legge finanziaria risorse sufficienti ed adeguate per i rinnovi contrattuali dei nostri comparti. È gravissimo che i lavoratori della conoscenza sommino allo stato di disagio determinato dagli effetti della legge 133/2008 e dai provvedimenti legislativi che si sono succeduti in questi mesi, il danno del mancato riconoscimento di un diritto essenziale quale il rinnovo del contratto. Il Comitato Direttivo denuncia, inoltre, la gravissima situazione dei lavoratori dei Conservatori e delle Accademie e dei dirigenti, per il cui contratto scaduto, ormai, da 47 mesi debbono essere trovate le risorse aggiuntive necessarie”.
Secondo il sindacato dei lavoratori della Conoscenza l’intero sistema di istruzione, formazione e ricerca sono al centro di una gigantesca operazione di riduzione delle risorse e di tagli al personale. Il lavoro viene mortificato e vengono ridotti gli spazi di contrattazione. Si pregiudica, in questo modo, il diritto universale dei cittadini all’accesso all’istruzione e alla formazione, sancito dalla nostra Costituzione.
Vista la gravità della situazione, il Comitato Direttivo Nazionale della FLC CGIL, nella riunione del 17 novembre, ha assunto la decisione di proclamare uno sciopero generale di tutti i settori della conoscenza per l’11 dicembre.
Le principali motivazioni dello sciopero: i tagli di risorse e la riduzione di personale nei comparti della conoscenza per effetto della legge 133/08; l’insufficiente stanziamento previsto per i prossimi rinnovi contrattuali; i progetti di riordino che mirano allo smantellamento del sistema pubblico di istruzione e formazione e la riorganizzazione degli enti pubblici di ricerca. la mancanza di un piano organico per la stabilizzazione del personale precario; i contenuti del decreto legislativo in materia di pubblica amministrazione che riduce gli spazi di democrazia, le garanzie e le tutele per i lavoratori; la richiesta di chiusura in tempi rapidi dei contratti 2006-2009 del comparto AFAM e dell’Area V dei dirigenti scolastici.
Al termine della giornata di ieri, che ha visto scendere in piazza 200mila studenti di scuola ed università per rivendicare ‘diritto allo studio’, il Segretario Generale della FLC CGIL, Domenico Pantaleo ha spiegato che ”le oltre 50 manifestazioni tenute dagli studenti in tutte le parti del Paese segnano la ripresa di un vasto movimento contro le scelte del Governo che intendono privatizzare l’istruzione,minare l’autonomia delle università, precarizzare ulteriormente la condizione del lavoro in tutti i comparti della conoscenza”. “La FLC CGIL non solo sosterrà le ragioni di quei giovani ma proprio oggi – ha aggiunto il sindacalista – ha deciso, con voto unanime del comitato direttivo, la proclamazione dello sciopero generale di tutti i comparti della conoscenza per l’11 dicembre con manifestazione nazionale a Roma”.
Volantini per la manifestazione

