11 dicembre: appello allo sciopero


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E’ passato poco più di un anno dall’approvazione della famigerata legge 133/2008, quella dei tagli di Tremonti, e purtroppo il tempo ci ha dato la conferma di tutto quello che temevamo: nei confronti dell’istruzione e della ricerca il Governo persegue una politica che, invece di puntare a un aumento della qualità, sottrae i mezzi necessari al loro buon funzionamento, con l’obiettivo evidente, ancorché non dichiarato, di delegittimarle come istituzioni e svilire quanti ci lavorano.

Rinnovo dei contratti: la legge finanziaria in discussione non ha risorse sufficienti per i rinnovi contrattuali dei nostri comparti, con la conseguenza che, oltre agli innumerevoli disagi dovuti ai tagli e ai provvedimenti legislativi di questi mesi, le lavoratrici e i lavoratori non vedranno riconosciuto il loro diritto a un rinnovo del contratto adeguato alla difficile situazione economica che stiamo vivendo.

Ulteriori tagli: per il prossimo anno è prevista la seconda tranche di tagli, con un’ulteriore riduzione di personale docente e Ata, come previsto dal Ministro Gelmini in ottemperanza alla legge 133/2008 di Tremonti. Già ora la situazione nelle scuole è diventata pressoché insostenibile: sono aumentati i carichi di lavoro dei docenti; è nettamente diminuita la qualità dell’offerta formativa ; sono diminuiti gli insegnanti di sostegno e molti ragazzi diversamente abili vengono lasciati da soli, oppure tornano a casa prima del normale orario scolastico; quasi ovunque l’organico non è sufficiente per garantire l’ora di alternativa; spesso e volentieri le classi rimangono scoperte e i ragazzi vengono “spalmati” nelle altre classi. Come FLC CGIL ribadiamo ancora un volta che non si può pensare di amministrare la scuola con il solo e esclusivo obiettivo di risparmiare e chiediamo che:

  • vengano ritirati o comunque non applicati tutti quei provvedimenti che stanno mettendo in ginocchio la scuola, la ricerca, l’università, le accademie e i conservatori
  •  vengano reperite risorse per il finanziamento di tutti i settori pubblici della conoscenza

Precari: non si intravede, per il futuro, alcun piano di assunzioni dei numerosi precari, ben 150.000 persone, che, per effetto dei tagli, rischiano di non avere alcuna speranza di poter accedere all’insegnamento. La FLC, a tal proposito, considera necessario che:

  •  per tutti i comparti si debba prevedere un piano ordinario e straordinario di assunzioni e stabilizzazioni
  •  debbano essere estesi gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori dei comparti pubblici e privati della conoscenza

Università e Istruzione secondaria di Secondo grado: il recente disegno di legge sull’Università contiene norme molto preoccupanti, soprattutto laddove si prefigura l’istituzione di organismi di amministrazione ristretti e troppo simili ai consigli d’amministrazione delle aziende. Per quanto riguarda, invece, i regolamenti su istruzione tecnica, licei e istituti professionali, ad oggi non ancora definitivamente approvati, crediamo che siano state sottovalutate le conseguenze sul piano dell’offerta formativa e dell’occupazione. Su tali questioni, pertanto, la FLC chiede:

  •  che il disegno di legge sull’Università venga profondamente modificato
  •  che i regolamenti riguardanti l’istruzione superiore vengano rinviati di un anno

Legge Brunetta, diritti dei lavoratori e rappresentanze sindacali: il decreto legislativo 150/2009 (la c. d. Legge Brunetta) è una vera e propria lesione dei diritti dei lavoratori, poiché limita drasticamente la possibilità che questi possano dire la loro sulla stesura dei contratti; per i settori della conoscenza, inoltre, riduce a poca cosa la contrattazione decentrata, poiché afferma che l’ultima parola sui contratti spetti alla legge o ai dirigenti. Queste disposizioni vanno di pari passo con quanto è stato sancito dal medesimo decreto, e cioè il rinvio delle elezioni delle RSU e la proroga di quelle in vigore. Tra l’altro aumenta nelle scuole e nei luoghi di lavoro un clima sociale e culturale preoccupante dal sapore intimidatorio, come quello che addita i docenti e gli ATA impegnati nella difesa della scuola come agitatori che “fanno politica”. La FLC quindi ritiene che:

  •  vadano confermate le attuali regole sulla rappresentanza
  •  tali regole vadano applicate anche al mondo del privato, in modo da estendere a ogni settore la rappresentanza e la democrazia sindacale.

L’unità sindacale e i diritti di cittadinanza: In tutti questi mesi come FLC CGIL abbiamo sempre cercato di portare avanti iniziative a difesa dei diritti insieme alle altre organizzazioni sindacali: difesa dei diritti degli alunni (ora di alternativa, sostegno, supplenze), difesa dei diritti contrattuali dei lavoratori (organizzazione del lavoro, mensa), sicurezza nei luoghi di lavoro, contrattazione integrativa. Nonostante le evidenti divergenze sulle politiche nazionali, con le altre organizzazioni sindacali abbiamo sempre ricercato punti di contatto e collaborazione: riteniamo l’unità sindacale importante e utile per i lavoratori e continueremo a ricercare l’iniziativa unitaria ogniqualvolta sarà possibile. Ora è però necessario fare il punto con chiarezza. Il mondo della conoscenza sta vivendo una situazione drammatica e noi crediamo che tali problemi non riguardino soltanto il sistema dell’istruzione e della ricerca, ma siano i problemi dell’Italia presente e dell’Italia del futuro, della sua democrazia, del suo equilibrio costituzionale, dei principi di uguaglianza, solidarietà e giustizia.

Il senso dello sciopero: la CGIL nel suo complesso ha già avanzato richieste specifiche e molto concrete nella sua manifestazione del 14 ottobre, chiedendo provvedimenti reali per far fronte alla difficile crisi economica. Per ora nessuna risposta. Come FLC in particolare vogliamo denunciare che i problemi di ogni giorno non nascono a caso, ma derivano direttamente dalle scelte politiche di questo Governo, e siamo altresì convinti che si debba fare di tutto per spingere il Governo a mutare rotta. Riteniamo che, in questo momento, questa determinazione manchi alle altre organizzazioni sindacali! E’ con questo spirito e con queste motivazioni che la FLC CGIL ha indetto lo

SCIOPERO GENERALE
per VENERDI’ 11 DICEMBRE
con MANIFESTAZIONE NAZIONALE a ROMA

Come FLC pensiamo che la scelta di rinunciare a una giornata di salario per affermare il valore di principi superiori sia un forte e nobile atto di testimonianza civile ed etica; forse non sarà un momento risolutivo in sé, ma risulterà estremamente importante per mantenere aperta nel paese una prospettiva diversa, un’alternativa di società, un orizzonte di valori fortemente democratici.

Il segretario FLC/CGIL Firenze

Alessandro Rapezzi

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