Così non va! Sciopero generale 12 dicembre


20141212-Volantino sciopero revCosì non va!

Non esiste slogan migliore di questo per sintetizzare il nostro pensiero sulla fase politica ed economica che stiamo vivendo in questi mesi. Per far fronte alla crisi economica del paese chiediamo da tempo investimenti, politiche sociali e provvedimenti per i settori della conoscenza… e il Governo Renzi come ha risposto? Riducendo i diritti dei lavoratori con il Jobs Act (abolizione art. 18, demansionamento, controllo a distanza), peggiorando la condizione dei precari (Decreto Poletti) e scrivendo una Legge di Stabilità ricalcata sulle richieste esclusive delle imprese e completamente sorda rispetto a quelle del mondo del lavoro.

Per non parlare dei settori pubblici e della conoscenza! Non ci stancheremo mai di ricordare che le nostre retribuzioni sono ferme dal 2009 e i dipendenti pubblici hanno perso migliaia di euro di potere d’acquisto!

Si parla finalmente di assumere i precari storici, dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea, ma – ecco un altro colpo a sorpresa – da dove si prendono i soldi di tali assunzioni? Dalla scuola stessa, tagliando altri capitoli di spesa! Lo stesso per Università e Ricerca: ancora una volta, insieme alla scuola, fanno da bancomat per le casse dello Stato!

Vogliamo poi parlare delle modalità con cui il Governo si è rapportato con le organizzazioni dei lavoratori? Un incontro di un’ora con Renzi, riunioni di pura facciata con i ministri, zero dialogo in Parlamento, questioni di fiducia a raffica…questa è la democrazia del Premier Renzi?

Eppure i lavoratori e i precari in questi mesi hanno manifestato chiaramente il loro disagio, la loro protesta e le loro proposte su Pubblica Amministrazione, Jobs Act, Legge di Stabilità e politica economica: ciò è avvenuto il 25 ottobre con la gigantesca manifestazione di Piazza San Giovanni, il 5 novembre con quella dei pensionati, l’8 con la bella e grande manifestazione del Pubblico Impiego, con le varie manifestazioni della FIOM. A tutto questo si è risposto con scherno, battute, hashtag e tweet.

E’ per questo che abbiamo ritenuto che lo sciopero generale fosse l’unico strumento per poter dire quello che pensiamo; e per avere maggior peso abbiamo voluto mettere insieme i lavoratori del privato e quelli del pubblico, per unire le forze e mostrare che quando c’è da farsi carico dell’interesse generale del paese i lavoratori stanno tutti insieme e non guardano al proprio interesse particolare.

Siamo contenti che questa scelta sia stata condivisa anche dalla UIL e da altre Oo.Ss., perché, come ha detto recentemente Susanna Camusso, “Rassegnarsi ed aspettare non è la scelta che un sindacato può fare, perché significherebbe essere parte del problema, invece noi siamo la soluzione”.

Proviamoci tutti quanti, ad essere la soluzione, e aderiamo allo sciopero generale del 12 dicembre…uno sciopero che UNISCE!

PS: ci vediamo il 12 mattina in piazza Poggi, alle 9, per la manifestazione! 

Pps: stampate e diffondere i nostri volantini sullo sciopero: 1, 2, 3, 4, 5

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