Gelmini bocciata! Il Consiglio di Stato boccia la riforma della secondaria


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Il Consiglio di Stato ha esaminato i regolamenti che riscrivono gli assetti di licei e istituti tecnico-professionali, formulando una serie di osservazioni critiche echiedendo al Ministero dell’Istruzione di ritoccare l’articolato.

Secondo il Consiglio di Stato, i testi attuali si spingerebbero, in alcune parti, al di là della delega affidata dal Parlamento al governo con l’approvazione della legge 133 del 2008.

I dubbi del Consiglio riguardano, in particolare, il mancato coordinamento delle norme sulla quota autonoma dei piani di studio attribuita alle singole scuole con quelle contenute nel regolamento dell’autonomia. Ci sarebbero discrepanze. Dubbi vengono espressi anche sul graduale passaggio al nuovo ordinamento, non sufficientemente illustrato e motivato.

Lo stop arrivato dal Consiglio di Stato, che rinvia di un anno la riforma delle superiori, arriva dopo le bocciature del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e della Conferenza delle Regioni su licei e istituti professionali e dopo il giudizio critico sugli istituti tecnici.

Per Pantaleo è la “conferma che le nostre osservazioni fortemente critiche erano più che fondate. Ribadiamo ora con maggior forza che è il caso di fermarsi, rinviando di un anno l’entrata in vigore dei regolamenti: di ascoltare le ragioni di quanti non hanno condiviso merito e metodo del riordino della scuola secondaria superiore; è necessario rimuovere i tagli e, solo a questa condizione, riprendere le fila per una vera riforma che necessita non di tagli ma di investimenti, di tempo per l’ascolto e il confronto vero”.

Il segretario generale della FLC sostiene che “i diritti di studenti, genitori e lavoratori della scuola vanno rispettati e non possono essere sacrificati sull’altare delle esigenze di risparmio, in un’ottica economicistica di corto respiro che condanna il paese a un destino di marginalizzazione a livello internazionale. Per queste ragioni, dopo la straordinaria mobilitazione dell’11 dicembre, le nostre iniziative – annuncia Pantaleo – continueranno per difendere la scuola pubblica”.

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