La scuola educa, non inculca!


I nostri valori sono quelli della costituzione. Il ruolo educativo della scuola statale non può essere messo in discussione, neanche dal Presidente del Consiglio dei Ministri!


Mandateci la vostra opinione sui valori della scuola statale nello spazio commenti di questa pagina, con il vostro nome e la vostra scuola, li faremo arrivare a lui!

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Commenti: (11)

 

  1. Silvia Persiani scrive:

    Cosa dire? Il discorso di Berlusconi inizia con una serie di pricipi teorici che sono lontanissimi dal nostro dettato costituzionale: il diritto alla felicità di cui parla per noi docenti della scuola pubblica passa attraverso il dare ai nostri studenti quegli strumenti culturali che li rendano liberi di operare le scelte più adeguate per il loro futuro e professionale e di individui che vivono in una comunità. Non credo ci sia molto da dire: tradisce se stesso nella maniera più limpida; la scuola pubblica è lontano da lui e dalla sua mentalità. E lui lo sa.

  2. Emanuele Rossi (Scuola media "Garibaldi-Matteucci" di Campi Bisenzio) scrive:

    On. Presidente del Consiglio,
    Lei ha proprio ragione: la scuola statale inculca valori inaccettabili per una moderna democrazia plebiscitaria… Pensi un po’: educa a rispettare la differenza di genere senza fini sessuali, a considerare i cittadini stranieri titolari di diritti, a credere nell’uguaglianza di fronte alla legge. E non ci crederà, ma la scuola statale insegna anche che pagare le tasse è un dovere!

    Presidente…se non ora, quando? DIMISSIONI!!!!

  3. Susanna scrive:

    L’ULTIMA CROCIATA di Berlusconi contro “una scuola di stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono INCULCARE dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono INCULCARE”. Delucidazione su come il capo di un partito chiamato Popolo della LIBERTA’ intenda la relazione tra studenti e insegnanti, genitori e figli: una guerra tra adulti per la conquista delle menti di minorenni (che, si sa, gli stanno molto a cuore), ridotti ad oggetti senza diritti, sudditi senza libertà di scelta.

  4. Marisa Pallanti - Scuola Primaria "Bucciolini" - ICS di Greve in Chianti - Firenze scrive:

    E’ una questione di parole : la scuola per la quale LAVORO da 38 anni non INCULCA , cerca di contribuire a CRESCERE e ad EDUCARE. Poichè per me le parole italiane hanno un significato, continuo a lavorare nella scuola statale che, nonostante tutto, ritengo più pubblica di quella parificata….

  5. Anelia Cassai docente scuola media statale scrive:

    Qualsiasi genitore che abbia a cuore la crescita e il futuro dei propri figli come cittadini non può che condividere i valori dell’insegnamento della scuola pubblica e difenderli da attacchi dettati soltanto da una profonda arroganza. Caro Presidente, la nostra scuola pubblica EDUCA al libero pensiero, alla formazione di un pensiero critico, all’autonomia, alla convivenza civile, alla partecipazione alla vita democratica, al rispetto dei valori della COSTITUZIONE Italiana, alla conquista della conoscenza e dei saperi! La nostra scuola pubblica, inoltre, pratica tutti i giorni, nonostante gli ostacoli sempre più numerosi che Lei e la Sua Ministra impongono, il dettato costituzionale che tutti hanno diritto all’istruzione e ai saperi, NESSUNO ESCLUSO!
    I nostri studenti, glielo assicuro, ben conoscono quale sia la differenza fra i verbi inculcare ed educare. Capisco che possa essere proprio tutto questo che fa paura e che Lei e il suo governo vogliano a tutti i costi sopprimere!!!
    Non lo permetteremo!

  6. barbara paladini scrive:

    Io, cresciuta nella terra di Don Milani, ho sempre creduto nella scuola di tutti e di ciascuno, in cui tutti, ma proprio tutti, possono e devono arrivare al traguardo. E ogni mancato traguardo mi ha fatto andare a letto pensando a dove avessi fallito, a ciò che avrei potuto fare di più, al perchè, insieme, non ce l’abbiamo fatta. E nonostante le mille frustrazioni che vivo ogni giorno grazie ad una scellerata politica fatta di tagli e di personaggi che minano la res publica, ho comunque voglia di alzarmi, entare in classe ed EDUCARE i miei alunni perchè, nonostante tutto, “I CARE”!!!!!!!!

  7. eleonora (ultimo anno della scuola materna) scrive:

    ciao a tutti, sono Eleonora.
    oggi ho imparato a scrivere il mio nome per bene… “E-L-E-O-N-O-R-A”.
    Sono tanto contenta. Mamma: ‘ma Berlusconi lo sa crivere il suo nome tutto tutto intero? Sennò glielo insegno io. B come babbo, E come erba, R come rana……..”

    Eleonora, anni 5
    un bello schiaffo morale.

    W eleonora, W i bambini, W la scuola di tutti!!!!!!!!!!!!

    ps: onorevole presidente, ora è la mamma di Eleonora che parla, la nostra scuola pubblica ha fondamenta pedagogiche e psicologiche notevoli.
    Le sorelle Agazzi, la Montessori, Don Milani hanno gettato le basi pedagogiche per fare della scuola materna ed elementare italiana un tempio di istruzione, di crescita fisica e mentale. Invidiato e rispettato fino a qualche anno fa dal resto di Europa.
    Vi consiglierei di Comprare qualche manuale di pedagogia lei e la Dott.ssa Gelmini, forse, vi aiuta a comprendere al meglio le castronerie che state emanando e dicendo.
    grazie,
    angela Barducci

  8. leonardo pardeo scrive:

    basta, non se ne può più!!!
    Berlusconi ti abbiamo bocciato!

  9. eleonora (ultimo anno della scuola materna) scrive:

    Oggi ho imparato a scrivere il mio nome tutto per intero, sono tanto contenta.
    “Mamma, ma secondo te Berlusconi sa scrivere il suo nome?”
    “Non lo so Eleonora”
    “sennò glielo insegno io: B come babbo, E come erba, R come rana, L come luna……”

    Eleonora 5 anni, un bello schiaffo morale.

    Ora, caro presidente, anzi, togliamo il caro…..
    presidente, la scuola pubblica italiana, materna ed elementari, si basa su fondamenta psicologiche e pedagogiche storiche e fondamentali.
    Le sorelle Agazzi, Montessori… non le dicono niente? No, non credo proprio. La nostra scuola materna fino a qualche anno fa ha suscitato stima ed è stata da esempio a livello europeo.
    Una scuola in cui si mirava allo sviluppo del bambino fisico, psicologico, mentale.
    Mi permetto di offrile un consiglio signor presidente.Negli spazi che rimangono liberi tra un festino e l’altro, si legga qualche manuale di pedagogia; consigli la suddetta lettura anche alla Dott.ssa Gelmini, e chissà, che un pò di conoscenza in questo settore vi possa far riflettere prima di continuare ad offrire decreti inutili e distruttivi.
    Grazie, Angela Barducci

  10. nadia scrive:

    LA SCUOLA EDUCA NON INCULCA, SIAMO TUTTI D’ACCORDO. MA POSSIBILE CHE I GENITORI NON SI SENTANO OFFESI DALLE PAROLE DI BERLUSCONI: EGLI HA DETTO INFATTI CHE GLI INSEGNANTI INCULCANO VALORI DIVERSI DA QUELLI CHE I GENITORI VOGLIONO INCULCARE. IO SONO UNA MAMMA E NON VOGLIO INCULCARE PROPRIO NIENTE AI MIEI FIGLI: VORREI SOLO INSEGNARE LORO A PENSARE CON LA PROPRIA TESTA, ANCHE SE CIO’ PUO’ COMPORTARE IL FATTO CHE ESSI ABBIANO IDEE DIVERSE DALLE MIE.
    VORREI CHE I GENITORI SCENDESSERO IN PIAZZA CON GLI INSEGNANTI IN DIFESA DEL RUOLO DEGLI INSEGNANTI DELLA SCUOLA PUBBLICA MA ANCHE IN DIFESA DEL LORO RUOLO DI EDUCATORI-NON INCULCATORI.
    QUANDO APPARIRA’ SU QUESTO SITO QUALCHE NOTIZIA DELLO SCIOPERO DEL 12 MARZO?

  11. RoCa scrive:

    I firmatari del presente documento, insegnanti della Scuola Secondaria di I grado G.Cavalcanti di Sesto F.no, dichiarano di
    1) non aver mai agito per inculcare idee
    2) aver sempre lavorato al fine di educare gli studenti ai valori democratici della Costituzione
    (i quali vengono continuamente calpestati da chi attualmente – ma speriamo ancora per poco – ci governa)
    seguono 42 firme

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