Lettera aperta dell’RSA della mensa di Certaldo e Castelfiorentino


Ci scrivono le addette delle mense di Certaldo e Castelfiorentino, preoccupate come noi del destino della scuola pubblica, luogo di lavoro ma anche strumento fondamentale per la maturazione del pieno diritto di cittadinanza per i propri figli.

Pubblichiamo integralmente la loro lettera.

Il lavoro e l’istruzione sono diritti imprescindibili della democrazia e della costituzione, ma il momento storico che stiamo vivendo sembra dimostrare l’ esatto contrario.

Siamo tutti testimoni di un forte disinteresse da parte del governo nei confronti della cultura, come dimostra la riforma del ministro Gelmini che taglia fondi alla scuola pubblica a fronte di una forte crisi economica che rende il lavoro sempre più precario.

“La scuola non può essere un ammortizzatore sociale”, ma è e deve essere un investimento per il futuro, per una società migliore formata da persone coscienti e consapevoli.

In questo contesto drammatico non possiamo non far sentire la nostra voce.

Oggi siamo qui riuniti per condividere le stesse preoccupazioni e spero gli stessi obiettivi.

Ognuno di noi ricopre in questo ambito un ruolo diverso, io oggi rappresento forse una della categorie più deboli legate alla scuola, il servizio mensa.

Ad oggi tale servizio è in serio pericolo se viene meno il tempo pieno.

Dietro il servizio mensa ci sono posti di lavoro, precari e non e le persone che occupano questi posti di lavoro sono fortemente preoccupate per il loro futuro.

La tipologia del nostro contratto di lavoro, la stagionalità che lo caratterizza pone noi lavoratrici in una condizione lavorativa incerta, altalenante , alla mercè delle riforme e delle scelte comunali.

Cosa succederà a settembre? Ci sarà il tempo pieno?

Forse l ’amministrazione comunale non può darci delle risposte certe, ma noi addette al servizio in questione vogliamo far presente che siamo sì legate per contratto all’ azienda appaltatrice, ma siamo anche legate al calendario scolastico e troppe volte sono state fatte scelte che non hanno tenuto conto di questo.

Quando si prolungano le vacanze o si ritarda l’ inizio del tempo pieno a settembre facendo iniziare il servizio mensa ad ottobre, qualcuno ci rimette lo stipendio oppure le ferie, visto che per avere lo stipendio pieno vengono utilizzate in modo tale da coprire i giorni di mancato lavoro.

Sappiamo che il momento di crisi che stiamo vivendo è difficile anche per un comune che deve far fronte a molte spese, ma forse ci dovrebbe essere una maggiore sensibilità nei confronti della scuola e dei posti di lavoro legati ad essa.

Il governo sta facendo di tutto per smantellare la scuola pubblica e sta a noi utilizzare le nostre forze , le nostre risorse affinché questo avvenga nel modo meno traumatico possibile.

Sta alle amministrazioni comunali decidere, scegliere cosa è meglio per le famiglie e per i nostri figli.

Il tempo pieno non è un parcheggio, ma è una scelta educativa, è un diritto che non può essere negato.

Siamo consapevoli delle difficoltà dei comuni in un momento storico e politico come questo, dove le avversità, la mancanza di fondi e di risorse costringono a fare delle scelte a volte anche drammatiche.

È in queste avversità che oggi le addette del servizio mensa si sentono costrette a porre delle considerazioni, a far sentire che ci sono anche loro, non solo come lavoratrici, ma anche come mamme visto che la maggior parte di loro lo è.

Il nostro posto di lavoro ad oggi è nelle mani di qualcun altro, anche nelle vostre ed è doveroso da parte nostra informarvi e chiedere apertura al confronto e al dialogo.

Quello di oggi non vuole essere solo uno sfogo, ma un invito alla riflessione che il tempo pieno non penalizza soltanto le famiglie, gli insegnanti e il personale ATA, ma anche noi del servizio mensa che non siamo alle dipendenze pubbliche, ma offriamo a tutti gli effetti un servizio per un ente pubblico.

Il tempo pieno significa per noi lavorare o meno, avere uno stipendio oppure no.

Noi chiediamo che si lotti per questo servizio nonostante abbia un costo, nonostante la mancanza di fondi e di interesse da parte del governo.

Le famiglie hanno diritto di scegliere, noi quello di lavorare.

La scuola deve essere la nostra e la vostra priorità perché la scuola è la base di ogni civiltà degna di essere chiamata tale.

Grazie.

Le addette al servizio mensa di Certaldo e Castelfiorentino.

Cosa ne pensi?