Manifestazione contro la guerra 26/1


VOSTRE LE GUERRE, NOSTRI I MORTI


Firenze si schiera contro la guerra come strumento di prevaricazione e dominio e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Dopo l’assassinio in Iraq del generale iraniano Suleimani da parte degli
USA, che ha rappresentato l’ennesimo atto di aggressione in Medio Oriente da parte di questa potenza, vogliamo ribadire la nostra opposizione a qualsiasi forma di violenza e ingerenza che gli stati occidentali perpetrano in Medio-Oriente così come altrove. Per questo lanciamo un appello unitario a tutte le realtà e persone che si riconoscono nei valori della pace,
dell’antimilitarismo e della solidarietà tra i popoli a scendere in piazza il prossimo 26 Gennaio:

– Contro gli interventi militari e le ingerenze delle potenze occidentali in Libia, Iraq e Iran, per il ritiro dei contingenti militari italiani da tutti i paesi stranieri.

– Per la chiusura delle basi militari USA e NATO.

– Per tagliare le spese militari, a partire dall’acquisto degli aerei F35 e contro i traffici di armi delle imprese italiane a partire dalla vendita di armi alla Turchia utilizzate per reprimere il popolo curdo, esempio prezioso e unico di ambientalismo, femminismo, uguaglianza e democrazia.

– Per Il taglio delle spese e degli investimenti nel settore militare e per riutilizzare le risorse in spese sociali e veramente utili perché la vera sicurezza non sono le armi ma casa, lavoro, salute e istruzione per tutti e tutte.

– Per la solidarietà con i migranti, contro i lager di stato (cpr) e le stragi nei mari, per l’abrogazione dei decreti Minniti e Salvini, per cancellare gli accordi con la Turchia e la Libia.

– Per eliminare qualsiasi testata nucleare dal suolo italiano e per bandire definitivamente le armi nucleari in tutto il mondo.

– Per l’autodeterminazione dei popoli, al fianco di chi lotta per la giustizia sociale e per un società realmente democratica.


Ci ritroviamo in Piazza della Repubblica domenica 26 gennaio alle ore 15 per partire con un corteo unito e unitario per le strade della città. Per chiedere tutto ciò e mostrare la nostra solidarietà ai popoli resistenti.

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