Non arrendiamoci! Tessiamo reti più forti!


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Pubblichiamo l’intervento di Stefania Lapini, svolto a nome di tutti i lavoratori della conoscenza, in occasione della manifestazione di Firenze di venerdì 12 dicembre 2014

Sono una docente di Scuola Secondaria di I grado e oggi ho scioperato per gridare al Governo la grave situazione in cui vivono la scuola, l’università, la ricerca e tutto il pubblico impiego.

Abbiamo dal 2009 i contratti e le progressioni di carriera bloccati e da molti anni e diversi governi la stiamo pagando cara la crisi non solo in termini economici, ma anche nello svolgimento del nostro lavoro e nella qualità del servizio. A scuola viviamo situazioni di estremo disagio, per il mancato riconoscimento della nostra professionalità di docenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici. I finanziamenti statali sono stati ridotti all’osso e non è più possibile garantire un’adeguata offerta formativa ai nostri ragazzi. Nelle scuole c’è chi sta lavorando gratis..

Nella proposta di Renzi, chiamata “La Buona Scuola” non esiste la parola “investimenti”, ma allora di quale Buona Scuola sta parlando?? La nostra è già una BUONA SCUOLA, ma ci hanno privato degli strumenti per farla funzionare!!!

Il taglio agli organici degli ultimi anni ha causato una drastica riduzione dei collaboratori scolastici, amministrativi e tecnici che pesa enormemente su pulizia e sorveglianza e sul necessario supporto alla didattica che questo prezioso personale svolge nelle nostre scuole.

Solo i problemi aumentano, come il numero degli alunni nelle aule sovraffollate, dei casi di disagio e di disabilità senza un adeguato contingente di insegnanti di sostegno, di aule attrezzate, di ore di laboratorio.

L’Università continua a subire il taglio dei Fondi di finanziamento con la possibile conseguenza dell’aumento delle tasse universitarie. Negli ultimi anni il numero dei laureati è diminuito e quello delle matricole è crollato e non è certo un buon segno per lo sviluppo di un paese culturalmente avanzato. Negli ultimi 10 anni su 100 ricercatori precari, l’Università ne ha espulsi più di 93.

La Ricerca vive situazioni di razionalizzazione selvaggia e mancati investimenti. Tutto ciò costringe i giovani ricercatori a cercare lavoro e soddisfazione professionale altrove e il nuovo blocco del reclutamento di certo non fermerà questa emorragia.

E, giorno dopo giorno, noi docenti ci accorgiamo che non siamo più a pensare ai tempi e ai modi dell’apprendimento, ma a tappare i buchi per la mancanza di risorse, a coprire le falle nell’organizzazione del lavoro in un’ansia di continua emergenza, ad annaspare cercando di rimanere a galla nell’attesa che finalmente l’attenzione torni davvero alla scuola, che è presidio di democrazia e di legalità e punto di partenza per lo sviluppo personale di ciascuno.

E allora questo dobbiamo gridare: che occorrono investimenti veri nei settori della conoscenza, non parole, promesse demagogiche, ma FATTI ! Invece nella nuova Legge di Stabilità non vi è neanche 1 Euro per il rinnovo dei contratti, ma ancora tagli di fondi e di personale

Si parla di un unico investimento sulla scuola, quello per stabilizzare il personale precario, che copre da anni i posti vacanti, ma non dicono che sarà autofinanziato proprio da noi, da quegli stessi tagli che abbiamo subito precedentemente, che di certo non basterà, e comunque sarà il risultato del nostro impegno, dei ricorsi del sindacato alla Corte di Giustizia Europea che ha stabilito l’illegittimità dell’abuso dei contratti a termine.

Questa sentenza rappresenta davvero un importante risultato, che sbarrerà la strada a tutti quei provvedimenti che hanno liberalizzato di fatto lo sfruttamento del precariato e forse ci saranno ripercussioni positive su tutto il pubblico impiego…..

Ma è perché non ci siamo arresi….

E allora non arrendiamoci !! Ognuno di noi, lavoratore pubblico o privato può davvero fare tanto per questo paese ricominciando a lottare insieme per i bambini, per i ragazzi, per i giovani, per la vera ripresa del nostro paese, per un nostro futuro migliore.

E concludo con un’esortazione: se ci dominano con reti di potere mediatiche, economiche, mafiose, noi lavoratori tutti dobbiamo, uniti con i sindacati, tessere reti più forti di solidarietà, di democrazia e di partecipazione quotidiana.

 

Job’s act… Il lavoro è A Chi Toglierlo

Pubblichiamo inoltre le vignette create per la Flc di Firenze da Ricardo Llama, studente al IV anno dell’ISIS “Leonardo da Vinci”, e presentate in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre.

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