Per il T.A.R. nella scuola docenti di serie B


La FLC CGIL Firenze non condivide le motivazioni della sentenza del TAR per la Toscana che rigetta il ricorso dei genitori contro l’appalto del servizio pomeridiano della scuola dell’infanzia. Rileva soprattutto l’evidente lesione delle norme contenute nel Testo Unico in materia di istruzione che disciplina, tra le altre cose, composizione, competenze e poteri del Collegio dei Docenti.

La sentenza stabilisce infatti che i docenti assunti con appalto hanno tra i propri obblighi quello di partecipare “ad incontri per la condivisione e la verifica del piano di offerta formativa, insieme al personale insegnante comunale”, nonché “la predisposizione e gestione delle attività quotidiane con i bambini, programmate in collaborazione con il personale del plesso”. La stessa sentenza afferma infine che il personale della cooperativa in appalto svolge mansioni assimilate a quelle degli insegnanti dipendenti del Comune. In pratica si stabilisce che il personale dell’appalto debba partecipare ai lavori degli organi collegiali, ma senza alcun diritto di voto, senza poter direttamente incidere sulle decisioni determinanti il Piano dell’Offerta Formativa, e quindi l’azione educativa attraverso cui la scuola realizza i suoi contenuti. Tutto ciò non trasforma i docenti in appalto in docenti a pieno titolo!

Nell’affermare che i “docenti appaltati” non hanno tutti i poteri decisionali previsti dall’ordinamento scolastico, in difformità dal Testo Unico, si determina, in senso più generale, che possa esistere una figura di docente mero esecutore di decisioni deliberate da Organi Collegiali da cui è escluso come parte attiva.

In questo modo viene modificata la struttura democratica dei Collegi da organo partecipato obbligatoriamente da tutti i soggetti che svolgono un’attività didattica a istituzione limitata a una parte selezionata del corpo docente, che impone le proprie decisioni ai colleghi esclusi.

La FLC CGIL di Firenze rileva infine che sussistano anche profili di illegittimità costituzionale perché si viola il principio di libertà di insegnamento, in quanto i “docenti appaltati” sono costretti a svolgere attività didattiche che non hanno potuto determinare con il loro voto, negando così il diritto dei bambini ad avere interventi educativi uniformi e collegialmente determinati.

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