Ricerca: col turnover solo tempi indeterminati
Il governo va sotto alla camera su un piccolo ma importantissimo emendamento dell’opposizione, prima firmataria l’onorevole Manuela Ghizzoni, che modifica la legge 01/2009.
Si discute in aula di una serie di deleghe al governo che riguardano un’ampio raggio di questioni inerenti il lavoro, due emendamenti riguardano direttamente la selezione di ricercatori negli atenei.
Il primo, approvato per 222 a 214, modifica il comma 3 dell’articolo 1 della legge 01/2009, impedendo il ricorso a forme contrattuali diverse dal tempo indeterminato nella stipula di contratti di ricerca finanziati dai fondi resi disponibili dalle cessazioni di servizio dell’anno precedente.
L’effetto sui reclutamenti e’ importantissimo: gli atenei possono disporre ogni anno del 50% delle cessazioni di servizio dell’anno precedente per la stipula di nuovi contratti, almeno il 60% di questi fondi devono essere utilizzati per l’assunzione di ricercatori. La norma consentiva, prima della modifica, la possibilita’ di assumere contrattisti; se il testo non subira’ ulteriori modifiche il TI restera’ l’unica possibilita’ per l’uso di quei fondi.
Questa e’ la forma attuale del comma:
«Per il triennio 2009-2011, le università statali, fermi restando i limiti di cui all’articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente. Ciascuna università destina tale somma per una quota non inferiore al 60 per cento all’assunzione di ricercatori a tempo indeterminato,
nonche’ di contrattisti ai sensi dell’articolo 1 comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230,e per una quota non superiore al 10 per cento all’assunzione di professori ordinari.».
Il secondo emendamento avrebbe modificato le procedure di selezione consentendo solamente ai tre candidati con la miglior valutazione curriculare di accedere alla prova orale di un concorso. Cosi’ lo introduce ai colleghi l’onorevole Ghizzoni: “L’emendamento limita la discussione davanti alla commissione giudicatrice ai componenti di una short list, ovvero di una lista ristretta di candidati; in particolare ai primi tre che ottengono le valutazioni migliori per quanto riguarda la loro produzione scientifica e per i titoli. Il motivo è molto semplice, colleghi. Oltre a razionalizzare i lavori, come accade a livello internazionale, l’intento è, soprattutto, di impedire che questa discussione pubblica davanti alla commissione possa essere utilizzata per sovvertire l’ordine di merito della valutazione comparativa. In altre parole, per dirlo elegantemente, per evitare episodi di cooptazione irresponsabile. Quindi, credo che, se votassimo tutti insieme questo emendamento, faremmo davvero un servizio per norme concorsuali trasparenti”. L’emendamento e’ stato bocciato per 3 voti.

