Sicurezza negli istituti scolastici – Medico competente


Ai Dirigenti Scolastici
Alle RSU degli Istituti
Al RLS
All’albo delle Istituzioni Scolastiche

OGGETTO: Sicurezza negli istituti scolastici – Medico competente.

Il d.lgs 81/2008 e s.m.i. regolano la materia della salute e della sicurezza in tutti gli ambienti di lavoro. Anche la scuola è interessata al tema visto che in ambito scolastico si possono
individuare, tra gli altri, i seguenti fattori di rischi:
 rischio movimentazione carichi (collaboratori scolastici, personale della scuola
dell’infanzia e insegnanti di sostegno);
 rischio chimico (collaboratori scolastici, Insegnanti impiegati in attività tecnico
pratiche, assistenti di laboratorio, studenti);
 rischio per le lavoratrici in stato di gravidanza;
 rischio biologico (personale scolastico);
 rischio videoterminali (personale di segreteria, insegnanti e studenti nelle ore di
laboratorio);
 rischio rumore (insegnanti);
 rischio stress lavoro-correlato.
Il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro assegna al medico competente una funzione
1. preventiva-collaborativa con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e
protezione in quanto deve svolgere i compiti-obblighi previsti dall’art. 25 (come
quello di collaborare alla valutazione dei rischi (lett. a);
2. di gestione dell’eventuale sorveglianza sanitaria dei lavoratori di cui all’art. 41 che
si renda necessaria a seguito della valutazione dei rischi (art. 18 lett. a).
La figura del Medico competente e la sua nomina rappresentano una questione ancora poco chiara all’interno delle scuole in quanto spesso i Dirigenti scolastici non nominano il
medico competente sulla base di un’asserita assenza di rischi tali da rendere necessaria la sorveglianza sanitaria. Infatti quasi sempre accade che il Dirigente, insieme al RSPP,
provvede ad effettuare una valutazione dei rischi nel luogo di lavoro e poi decide autonomamente se nominare il medico competente.
Questa pratica non è conforme al dettato dell’art. 28.2 lett e) che prevede tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro (art. 17. 1 lett. a) la valutazione di tutti i rischi con la
conseguente indicazione nel documento valutazione rischi (DVR) il nominativo del medico competente che ha partecipato alla valutazione stessa. Infatti l’art. 29.1 così recita: “Il
datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione e il medico competente.

Il medico competente quindi:
-effettua la valutazione dei rischi insieme al dirigente e il RSPP;
-esprime un parere qualificato circa la necessità o meno di nominare un medico
competente al quale affidare la sorveglianza sanitaria, compito che può essere affidato
anche ad altro e diverso medico.
In questi giorni alcuni Dirigenti Scolastici stanno emanando circolari che riguardano la vigilanza sanitaria che, lo ricordiamo, è effettuata dal medico competente nei casi previsti
dalla normativa vigente, dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro o qualora il lavoratore ne faccia richiesta
e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi. Naturalmente essa riguarda solo il personale a “rischio” e comprende una serie di visite – art. 41.2 – tra
cui quella di idoneità specifica dopo un periodo di assenza per malattia di durata superiore a 60 giorni continuativi.
Questa novità merita il massimo di attenzione da parte del Dirigente Scolastico in quanto, essendo obbligatoria, l’eventuale ripresa lavorativa senza visita può esporlo ad azione di
responsabilità per aggravamento. Pertanto è necessario adottare una procedura di garanzia, che inibisca la ripresa del servizio senza il previo controllo medico.
La norma, però, non detta disposizioni relative al periodo tra fine della malattia e visita di idoneità. La questione non è di poco conto, visto che la legge in esame non definisce i tempi entro cui la procedura deve concludersi, per cui si potrebbe arrivare all’assurdo che il lavoratore, in attesa della visita, non possa riprendere il lavoro per un tempo non definito. In un quadro siffatto alcuni Dirigenti Scolastici hanno emanato circolari interne secondo cui “il periodo non lavorato prima della visita dovrà essere considerato aspettativa non retribuita, salvo accordi individuali presi con il Dirigente Scolastico per copertura con altri tipi di congedo (ferie, permessi, ecc)”.
Una simile previsione non può essere condivisa, perché pone a carico del lavoratore eventuali ritardi nella visita, in quanto, ai sensi dell’art. 25, comma 1, del D.lgs. n. 81/08, la
programmazione della sorveglianza sanitaria è un obbligo del medico competente, in collaborazione con il datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione. Inoltre il datore di lavoro ha l’ulteriore duplice compito di inviare a visita i lavoratori entro le scadenze previste dal programma e richiedere al medico competente,
nominato da lui stesso, l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico.
Non possono essere certamente accordi individuali tra DS e lavoratore a risolvere tale questione, tanto meno se si prevede che eventuali ritardi possano essere coperti da altre
tipologie di congedi; i “costi” dell’eventuale ritardo non possono essere riversati sul dipendente, bensì devono essere a carico del Dirigente Scolastico, il quale è l’unico a
poter attivare le procedure che consentono di sottoporre il lavoratore a visita medica nei tempi utili alla ripresa immediata del servizio.
FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOL SNALS CONFSAL GILDA UNAMS
(P. Pisano) (A. Velani) (C. Di Donna) (F. Mancini) (S. Boccara)

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