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	<title>flcfirenze.it &#187; migranti</title>
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	<description>Portale FLC CGIL Firenze</description>
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		<title>Solidarietà con i lavoratori migranti in lotta</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 15:16:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 30 ottobre la protesta a Brescia di sei immigrati di varie nazionalità col ricorso a forme di lotta drammatiche come lo sciopero della fame su una gru a oltre 35 metri di altezza conferma l’esasperazione prodotta da leggi sbagliate e disumane sull’immigrazione e da gravi comportamenti delle questure e delle prefetture sui permessi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 30 ottobre la protesta a Brescia di sei immigrati di varie nazionalità col ricorso a forme di lotta drammatiche come lo sciopero della fame su una gru a oltre 35 metri di altezza conferma l’esasperazione prodotta da leggi sbagliate e disumane sull’immigrazione e da gravi comportamenti delle questure e delle prefetture sui permessi di soggiorno. Infatti oltre 100.000 sono le domande di sanatoria respinte nel corso del 2010, da cui la maggioranza è rimasta esclusa, dopo una spesa di migliaia di euro, per motivi pretestuosi e spesso a causa dell’inganno dei datori di lavoro che prima sfruttano il lavoro migrante con la promessa di una regolarizzazione, poi li abbandonano al loro destino: clandestinità, Centri di detenzione anticostituzionale (CIE), espulsioni.</p>
<p>Le questioni sollevate dai lavoratori migranti (1. permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla sanatoria “truffa”, 2. prolungamento del permesso di soggiorno per chi perde il lavoro e per chi denuncia il datore di lavoro in nero, 3. una legge per il diritto di asilo, 4. la cittadinanza per chi nasce e cresce in Italia, 5. diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni) non possono essere ridotte ad un problema di sicurezza e di ordine pubblico. Sono le stesse richieste che altri 5 ragazzi immigrati fanno dall’alto della Torre ex Carlo Erba di via Imbonati a Milano dal 5 novembre in solidarietà con i compagni immigrati di Brescia.</p>
<p>La criminalizzazione e la repressione di proteste che rivendicano dignità sociale sono inaccettabili. I filmati passati in televisione testimoniano le violente cariche della polizia senza apparente motivo contro chi manifestava a Brescia in sostegno della lotta dei sei lavoratori.</p>
<p>Il Direttivo provinciale della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza FLC- CGIL di Firenze esprime quindi piena solidarietà ai lavoratori immigrati in lotta a Brescia, a Milano e in tutta l’Italia e chiede che siano riconosciuti i loro legittimi diritti e in particolare che non ci siano ritorsioni verso i compagni migranti coinvolti nelle legittime iniziative di protesta in corso.</p>
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		<title>Il &#8220;permesso a punti&#8221; e la conoscenza dell&#8217;italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scuolaflc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Fiore all&#8217;occhiello della Lega trionfante, arriva il &#8220;permesso a punti&#8221;. Un percorso a ostacoli per restare in Italia. Tra i principali, la conoscenza della lingua, al cui insegnamento però si tagliano i fondi. Ma proprio sulla base del permesso a punti si può esigere dalla politica centrale e locale un investimento sui corsi per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fiore all&#8217;occhiello della Lega trionfante, arriva il &#8220;permesso a punti&#8221;. Un percorso a ostacoli per restare in Italia. Tra i principali, la conoscenza della lingua, al cui insegnamento però si tagliano i fondi. Ma proprio sulla base del permesso a punti si può esigere dalla politica centrale e locale un investimento sui corsi per gli immigrati. Un <a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/italie/Gli-stranieri-a-punti-a-scuola-d-italiano">articolo</a> di Fiorella Farinelli.</p>
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		<title>Congresso FLC Firenze: Ordine del Giorno sui CIE  e sul 1 Marzo dei Migranti</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adminflc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato FLC]]></category>
		<category><![CDATA[documenti del II congresso]]></category>
		<category><![CDATA[II Congresso FLC Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo integralmente l&#8217;ordine del giorno, votato all&#8217;unanimità dalla commissione elettorale, su &#8220;Centri di Identificazione ed Espulsione e sulla Giornata del 1 Marzo dei Migranti&#8221;. Il II° Congresso della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL, riunitosi a Firenze in data 25.02.10, ribadisce con forza la posizione della CGIL Confederale contro le aberrazioni giuridiche e anticostituzionali dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flcfirenze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/manif-1.jpg"><img src="http://www.flcfirenze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/manif-1-300x160.jpg" alt="" title="manif-1" width="300" height="160" class="alignleft size-medium wp-image-950" /></a>Pubblichiamo integralmente l&#8217;ordine del giorno, votato all&#8217;unanimità dalla commissione elettorale, su &#8220;Centri di Identificazione ed Espulsione e sulla Giornata del 1 Marzo dei Migranti&#8221;.</p>
<blockquote>
<p>Il II° Congresso della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL, riunitosi a<br />
Firenze in data 25.02.10, ribadisce con forza la posizione della CGIL Confederale<br />
contro le aberrazioni giuridiche e anticostituzionali dei campi di detenzione per gli<br />
immigrati cosiddetti “irregolari” ovvero i C.I.E. (Centri di Identificazione ed<br />
Espulsione, ex C.P.T., Centri di Permanenza Temporanea).  In particolare la FLC-<br />
CGIL fiorentina si oppone a qualsiasi ipotesi dell’apertura di un simile centro nella<br />
Regione toscana e chiede, in sintonia con la CGIL Confederale, la chiusura di tutti i C.I.E. attualmente esistenti in Italia.</p>
<p>Se il Governo nazionale dovesse decidere di attivare un C.I.E. sul territorio<br />
della Toscana è parere di questo Sindacato che si tratterebbe di una iniziativa<br />
irricevibile e la Regione toscana dovrebbe negare qualsiasi collaborazione<br />
istituzionale.  Infatti non è possibile ipotizzare un campo di detenzione che sia “più<br />
umano” o “accogliente”: vanno chiusi punto e basta.  I C.I.E. sono in palese contrasto con lo spirito della Legge toscana sull’immigrazione.  La Toscana deve continuare a rimanere un esempio per il resto dell’Italia e non potrà mai accettare un lager per gli immigrati sul proprio territorio.</p>
<p>Secondo la FLC-CGIL fiorentina:</p>
<ul>
<li>non si può considerare reato una semplice irregolarità amministrativa, e comunque<br />
per chi commetta reati esistono le normali procedure penali;</li>
<li>non si possono prevedere fino a 18 mesi di detenzione solo per una condizione esistenziale di persone che non hanno commesso alcun reato e che spesso sono in condizione di &#8220;irregolarità&#8221; a causa di leggi che negano la possibilità di avere documenti regolari, creando un paradossale corto circuito;  </li>
<li>non può esistere un diritto separato per le lavoratrici e i lavoratori migranti in questo paese; </li>
<li>non si deve mai più ripetere l’abominio delle Leggi Razziali in Italia.</li>
</ul>
<p>Le condizioni inumane dei C.I.E. in Italia sono state oggetto di condanna senza<br />
appello non solo da parte dei sindacati ma anche da parte di numerose altre realtà istituzionali e del volontariato (da Amnesty International ai Medici Senza Frontiere, dalla Commissione De Mistura istituita dal precedente Governo Prodi, al Convegno di oltre 100 giuristi tenuto a Lampedusa il 11-12 settembre 2009).
</p>
<p>Oggi in Toscana ci sono 309.651 stranieri residenti, di cui il 51% sono<br />
donne e 209.790 sono occupati.   Banca d&#8217;Italia stima che all&#8217;immigrato ritorna solo<br />
la metà  delle tasse che  paga in termini di pensione, sanità  e prestazioni a<br />
sostegno del  reddito. Secondo i dati dell’ISTAT i lavoratori immigrati in Toscana<br />
ricevono il 21,6% di salario in meno dei dipendenti italiani in Toscana.  Il sindacato<br />
deve difendere i diritti di queste donne e questi uomini, a partire dalla separazione del legame fra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, soprattutto in un<br />
momento di crisi come quella attuale nella quale centinaia di miglia di lavoratori<br />
stanno perdendo i loro posti di lavoro in Italia e quindi migliaia di immigrati stanno<br />
diventando “irregolari” secondo le politiche razziste del Governo delle Destre.</p>
<p>L’immigrazione in Italia non deve essere affrontata come mera questione di<br />
sicurezza, nell’ottica del razzismo istituzionale di questo Governo. Le politiche<br />
dell&#8217;integrazione sono l’unico modo efficace e rispettoso dei diritti umani per<br />
accogliere le lavoratrici e i lavoratori migranti: una risorsa per il futuro del nostro<br />
paese che va potenziato e non criminalizzato.</p>
<p>La FLC-CGIL fiorentina chiede: </p>
<ul>
<li>solidarietà e accoglienza per le lavoratrici e i lavoratori immigrati in Toscana e in<br />
Europa;</li>
<li>regolarizzazione per tutti gli immigrati che lavorano e vivono sul territorio,</li>
<li>abrogazione della Legge razzista Bossi-Fini sull’immigrazione.</li>
</ul>
<p>Per questi motivi la FLC-CGIL di Firenze aderisce con convinzione, come già fatto dalla FLC nazionale, alla Giornata del 1° marzo di mobilitazione dei migranti in Italia e sottoscrive la piattaforma:</p>
<ul>
<li>.    No al razzismo </li>
<li>.    Regolarizzazione generalizzata per tutti  </li>
<li>.    Abrogazione del pacchetto sicurezza </li>
<li>.    Accoglienza e diritti per tutti </li>
<li>.    No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono </li>
<li>.    Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di<br />
     lavoro </li>
<li>.    Diritto di asilo per rifugiati e profughi </li>
<li>.    Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) </li>
<li>.    No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell&#8217;accesso ai diritti </li>
<li>.    Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all&#8217;istruzione per tutte e tutti </li>
<li>.    Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro </li>
<li>.    Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay,<br />
     lesbiche, transgender </li>
<li>.    A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di<br />
     lavoro.</li>
</ul>
<p>In particolare ribadiamo di essere contrari all’l&#8217;introduzione del tetto del 30% alla presenza, nelle classi scolastiche, di alunni privi di cittadinanza; una misura che riteniamo demagogica, ideologica, fuorviante e razzista; una proposta che invece di favorire processi di carattere interculturale, li ostacola, li respinge e provoca lo sviluppo di culture xenofobe.</p>
<p>Per questi motivi la FLC-CGIL di Firenze sostiene e partecipa alla Giornata<br />
unitaria dei migranti del 1 marzo a Firenze con il presidio politico e culturale in<br />
Piazza S.S. Annunziata nel pomeriggio dalle 16 alle 19.30. e con iniziative didattiche specifiche sul tema nelle scuole e all’Università.</p>
<p>Infine la FLC-CGIL di Firenze sosterrà con convinzione la campagna<br />
antirazzista che sarà promossa dalla CGIL Confederale, insieme ad altre<br />
organizzazioni, dal 1 al 21 marzo, giornata internazionale contro il razzismo<br />
promossa dall&#8217;ONU.</p>
<p>
II° Congresso della FLC-CGIL di Firenze<br />
25.02.10
</p>
</blockquote>
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		<title>&#8220;Lo straniero del banco accanto&#8221;. Un articolo sull&#8217;integrazione dei figli dei cittadini migranti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scuolaflc</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato FLC]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[LO STRANIERO DEL BANCO ACCANTO di Patrizia Salvadori Nelle dichiarazioni dei politici, nei titoli dei giornali, tra i genitori e, talvolta, anche tra gli insegnanti si sta affermando, con sempre più forza, una convinzione: gli alunni stranieri in classe rallentano la didattica. Sembrerebbe, dunque, un provvedimento pieno di buonsenso, quello di limitare la presenza degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flcfirenze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/classe.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-792" src="http://www.flcfirenze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/classe-150x150.png" alt="classe" width="150" height="150" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0cm; color: #000000 } 		P.ctl { font-size: 10pt } --></p>
<p style="line-height: 150%" align="CENTER"><span style="color: #000000"><strong>LO STRANIERO DEL BANCO ACCANTO</strong></span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="CENTER"><span style="color: #000000"><strong>di Patrizia Salvadori</strong></span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000">Nelle dichiarazioni dei politici, nei titoli dei giornali, tra i genitori e, talvolta, anche tra gli insegnanti si sta affermando, con sempre più forza, una convinzione: gli alunni stranieri in classe rallentano la didattica. Sembrerebbe, dunque, un provvedimento pieno di buonsenso, quello di limitare la presenza degli alunni e distribuirli tra varie scuole. Chi insegna in scuole della periferia fiorentina, dove la percentuale degli alunni stranieri è molto alta, non ha potuto fare a meno di chiedersi: è veramente questo ciò di cui abbiamo bisogno?</span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY">Innanzitutto dobbiamo capire cosa si intende per straniero. Se con questo termine ci riferiamo agli alunni non italofoni, che sono appena arrivati in Italia e non conoscono neppure una parola della nostra lingua, sappiamo bene che la loro presenza può costituire un problema, più che per la didattica per gli stessi alunni stranieri. Chi insegna, soprattutto alla scuola media, li conosce bene: sono ragazzini che arrivano nel corso dell’anno, gli alunni silenti che, pur non avendo neppure le parole per chiedere di uscire, stanno ore e ore in classe a sentir parlare di fotosintesi, congiuntivo o barocco. Se si utilizza il criterio linguistico, però, scopriamo dai dati stessi del Ministero che la percentuale di alunni non italofoni è molto più bassa del 30%, anche in scuole dove la presenza degli alunni stranieri è alta. Comunque, non è certo tale da pregiudicare l’andamento didattico di una classe.</p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"> Molti alunni stranieri sono nati qua e parlano italiano con forte accento toscano. Spesso non conoscono neppure la loro lingua di origine e devono andare a scuola per impararla. Loro, ha detto il Ministro facendo una parziale marcia indietro, saranno esclusi dalla quota. E gli altri, quelli che sono arrivati qui piccolissimi e sono cresciuti insieme ai loro compagni italiani, dalla scuola d’infanzia alle medie? E’ straniera Xixi, nata in Cina ma arrivata qui a tre anni? O Aimad, nato in Marocco e vissuto fino a quattro anni con i nonni, i cui genitori stanno per ave<span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman,serif"><span style="font-size: small"><span lang="it-IT">re la cittadinanza italiana? E Caterina, nata in Russia e adottata piccolissima da padre americano e madre italiana? E, soprattutto, quali problemi causano al corretto svolgimento dei programmi questi ragazzi, destinati a superare il milione nel volgere di un triennio, secondo i dati della Caritas? </span></span></span></span></span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000">La nota del Ministero ricorda che è necessario “coniugare efficacemente l’obiettivo della massima inclusione con quello di una offerta formativa qualitativamente valida, che tenga conto delle situazioni di partenze e delle necessità di ciascun alunno”. Obiettivo condivisibile. Ma per raggiungerlo non abbiamo bisogno di quote o classi ponte: quello che serve veramente è un incremento delle risorse. Le classi miste sono una risorsa culturale, sociale e cognitiva per tutti, basta che la scuola abbia i mezzi per poterle adeguatamente gestire. </span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000">Purtroppo, soprattutto nell’ultimo anno, siamo andati esattamente nella direzione opposta: i tagli al personale hanno costretto le scuole a organizzare corsi di alfabetizzazione con insegnanti in orario aggiuntivo, utilizzando così tutti i fondi previsti per progetti interculturali. Le classi sempre più numerose e l’impossibilità di effettuare compresenze e lavorare per piccoli gruppi rendono sempre più difficile il percorso di inclusione. Avremmo bisogno di insegnanti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come L2, magari uno ogni dieci alunni non italofoni, e di una massiccia presenza di mediatori culturali. Le classi con ragazzi che non parlano italiano non dovrebbero superare il tetto di 20 alunni. Dovremmo avere la possibilità di dividere le classi in piccoli gruppi e svolgere attività di cooperative-learning, laboratori interculturali. Di questo abbiamo bisogno, il resto è discriminazione.</span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000">Anno scolastico 2010-2011. Matteo e Wu Bin, che frequentano la stessa scuola da quando erano piccoli, abitano nello stesso palazzo e giocano a calcio nella squadra del quartiere, quest’anno non staranno più insieme. Matteo tornerà nella scuola di sempre, scelta dai sui genitori,  con i compagni e i maestri che conosce bene. Wu Bin non può farlo. Nella sua classe sono troppi quelli come lui. Gli stranieri del banco accanto.</span></p>
<p style="text-indent: 1.25cm;line-height: 150%" align="JUSTIFY">
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0cm; color: #000000 } 		P.ctl { font-size: 10pt } --></p>
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		<title>La FLC ancora sul &#8220;tetto&#8221; per gli alunni stranieri</title>
		<link>http://www.flcfirenze.it/wordpress/la-flc-ancora-sul-tetto-per-gli-alunni-stranieri.html</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 10:16:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scuolaflc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra proclami, note ministeriali e interviste, la Ministra Gelmini affronta ambiguamente il tema dell&#8217;inserimento nelle classi dei ragazzi di madrelingua non italiana, con l&#8217;unico scopo di individuare negli alunni immigrati un problema per il funzionamento delle scuole. Il commento della FLC CGIL.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flcfirenze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/scuola-multiculturale.png"><img src="http://www.flcfirenze.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/scuola-multiculturale-150x150.png" alt="scuola multiculturale" title="scuola multiculturale" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-758" /></a></p>
<p>Tra proclami, note ministeriali e interviste, la Ministra Gelmini affronta ambiguamente il tema dell&#8217;inserimento nelle classi dei ragazzi di madrelingua non italiana, con l&#8217;unico scopo di individuare negli alunni immigrati un problema per il funzionamento delle scuole. Il <a href="http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/gennaio/tetto_agli_alunni_stranieri_in_classe_altro_che_integrazione">commento</a> della FLC CGIL. </p>
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