Valutazione e rilevazione INVALSI
La Circolare n. 86 del 22 ottobre 2009, che richiamava la direttiva del Ministro n. 76 del 6 agosto 2009, registrata dalla Corte dei Conti il 16 settembre 2009, informava che, nell’a.s. 2009/2010 la valutazione nazionale degli apprendimenti sarebbe stata obbligatoria per tutte le scuole, coinvolgendo, relativamente all’italiano e alla matematica, tutti gli studenti della seconda e quinta classe della scuola primaria e della prima e terza classe della scuola secondaria di primo grado. Consapevoli dell’importanza del “valutare per migliorare”, siamo del parere che sia necessario definire, all’interno della dimensione, del rispetto e della valorizzazione dell’autonomia scolastica, le condizioni per attivare il processo che risulta complesso e delicato.
Abbiamo avuto modo, come FLC, di esprimere sul merito e sul metodo al Presidente INVALSI Piero Cipollone le nostre posizioni, sostenendo con forza:
- che l’obbligatorietà della rilevazione e il sempre più marcato utilizzo della catena gerarchica da parte del Ministero mal si conciliano con l’esigenza di stimolare e promuovere la cultura della valutazione che si auspica diventi elemento qualificante dell’autonomia scolastica. Essa richiederebbe infatti una effettiva condivisione delle finalità e degli obiettivi nonché un reale coinvolgimento e protagonismo delle scuole nella realizzazione delle attività previste; altrimenti la rilevazione esterna degli apprendimenti degli studenti e la valutazione dell’intervento della scuola rischiano di essere percepite e vissute come invasive ed estranee;
- che appare meramente esecutivo il coinvolgimento degli insegnanti previsto nella somministrazione e correzione delle prove nonché nella trascrizione dei risultati sui fogli risposta. Grande è il rischio che esso si riduca, o quanto meno venga percepito, come un semplice onere aggiuntivo, un carico di lavoro in più in una situazione già resa assai pesante dalla politica dei tagli adottata dal Governo;
- che l’eventuale individuazione di un referente per la valutazione o l’istituzione di una commissione o gruppo di lavoro in ciascun istituto, rappresentano opzioni rispetto alle quali spetta alle singole scuole nella loro autonomia esprimersi;
- che i costi della rilevazione (dai materiali, alla pianificazione, alla realizzazione) non possano in alcun modo pesare sulle scuola già in difficoltà a causa della scarsità di fondi per il funzionamento ordinario.
Inoltre questa operazione sta mettendo a dura prova l’organizzazione del lavoro delle segreterie. Queste dovranno riportare prima a mano e poi inserire nel sistema sia i dati degli alunni che quelli di “contesto” reperiti dai genitori. Alcuni di questi sono già stati trasmessi al Miur tramite l’anagrafe nazionale degli studenti da cui potrebbero essere reperiti direttamente.
Siamo seriamente preoccupati del continuo aggravio di lavoro imposto alla segreterie anche alla luce degli ulteriori tagli che, nei prossimi anni, cancelleranno altri 6.000 posti di assistente amministrativo.
Cosa fare?
Esortiamo i docenti, qualora risultino prove non consone alla programmazione delle discipline interessate nelle relative classi, contenuta nelle Indicazioni Nazionali, a segnalarlo in una relazione da allegare alle prove, indicando gli esercizi che nello specifico i ragazzi non possono essere stati in grado di svolgere e motivandone dettagliatamente le ragioni. Questo perché, nell’ottica di una efficace valutazione di sistema, si ascolti la voce degli insegnanti che vivono e interagiscono quotidianamente in quel sistema e sono sicuramente i più adatti per dare indicazioni sui contenuti programmatici che vi si svolgono, nell’ ottica di avere una rilevazione degli apprendimenti oggettiva, sui contenuti che realmente si insegnano nella scuola.
Commenti: (1)


Questo articolo non mi chiarisce un probema. Sono o no obbligatorie le prove INVALSI? Lo sono in una direttiva del Ministero ma, mi sembra, non ci sia nessuna legge, che lodica. E’ legittimo quindi per un collegio o un’insegnante rifiutarsi di effettuarle in base alla legge sull’autonomia e alla libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione?